Insegnare ad alunni con deficit visivo implica conoscenze specifiche che consentano di aiutare l’alunno a gestire e superare i propri limiti.
L’insegnante che capisce quali sono le difficoltà legate al problema visivo, inoltre, può comprendere a fondo le potenzialità dell’alunno e può dosare al meglio l’intervento didattico.
Dall’accoglienza al rapporto con insegnanti e compagni, dall’organizzazione degli spazi alle modalità di comunicazione, dalla metodologia di insegnamento agli strumenti didattici, ogni cosa va valutata e programmata.

Di seguito una mappa informativa per acquisire consapevolezza e aiutare l’alunno con minorazione visiva.

  • Avere la consulenza di esperti che operano nel settore dell’educazione e della formazione dei soggetti con deficit visivo in età evolutiva, esperti che possano raggiungere la scuola e conoscere l’alunno (o lo studente), cui garantire il migliore supporto possibile.
  • Risolvere una difficoltà, didattica, relazionale o amministrativa relativa all’inclusione dell’alunno (o dello studente): telefonare o scrivere a Prontoscuola!, il servizio di consulenza della Presidenza nazionale dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti. La mail è: prontoscuola@uiciechi.it
  • Valutare quale materiale didattico può favorire lo sviluppo delle abilità e delle autonomie personali dell’alunno (o dello studente) e può sostenerlo nell’acquisire e organizzare le conoscenze: consultare i cataloghi della Federazione delle Istituzioni pro Ciechi e dell’Istituto dei ciechi di Milano e guardare i video tutoriali di Tiflopedia
  • Attivarsi per la trascrizione dei libri di testo scolastico: inoltrare le indicazioni necessarie alla trascrizione dei libri di testo scolastico in caratteri braille o in formato grafico personalizzato il più tempestivamente possibile alla Biblioteca Italiana per i Ciechi di Monza o a uno dei Centri di trascrizione specializzati, così che all’avvio dell’anno scolastico l’alunno (o lo studente) disponga dei testi adattati
  • Avere indicazioni mirate sulle tecnologie informatiche più utili all’alunno (o allo studente): rivolgersi al CISAD, il Centro informatico per la sperimentazione degli ausili tiflodidattici dell’Istituto dei ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna.
  • Richiedere la digitalizzazione in formato accessibile dei libri di testo adottati: segnalare all’alunno (o allo studente) l’opportunità di iscriversi al Servizio del libro informatico della Biblioteca Italiana per i ciechi di Monza. In questo modo, versando un contributo annuo di 50,00 euro, potrà richiedere la digitalizzazione.
  • Scaricare on line o ricevere su supporto digitale gli audio-libri: segnalare all’alunno (o allo studente) l’opportunità di iscriversi al Centro Nazionale del Libro Parlato dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. In questo modo, potrà, del tutto gratuitamente, scaricare on line o ricevere su supporto digitale gli audio-libri presenti nel Catalogo delle Opere Parlate, ricco di oltre diecimila titoli.
  • Scaricare on line i libri digitali: segnalare all’alunno (o allo studente) l’opportunità di registrarsi al Telebook dell’Istituto dei ciechi “Francesco Cavazza” di Bologna. In questo modo potrà, del tutto gratuitamente, scaricare on line i libri digitali presenti nel Catalogo Telebook.
  • Potenziare le proprie abilità di orientamento, di mobilità e autonomia: proporre all’alunno (o allo studente) di frequentare un corso tenuto dagli istruttori professionali dell’Associazione nazionale istruttori orientamento mobilità autonomia personale. Grazie al corso potrà potenziare le proprie abilità di orientamento, di mobilità e di autonomia nello svolgimento delle attività della vita quotidiana.
  • Avere in consegna un cane guida: proporre all’alunno (o allo studente) di rivolgersi a una Scuola di addestramento di cani guida, per capire cosa significa avere in consegna un cane guida che fa compagnia e assiste e, nel caso, mettersi in lista per l’affidamento.
  • Programmare gite scolastiche: verificare la possibilità che le gite scolastiche previste nei Piani dell’Offerta Formativa, annuali e triennali, includano luoghi d’arte accessibili, come il Museo Statale Omero di Ancona o il  Polo Tattile Multimediale di Catania o il Museo Anteros di Bologna.
  • Contribuire a diffondere modelli di inclusione scolastica degli alunni (o degli studenti) con disabilità visiva: partecipare, come classe o come istituzione scolastica al Premio Nazionale “La scuola siamo noi: io come Lucio

Per i dettagli consulta il sito Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ONLUS-APS

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